Dalle finestre del ristorante, sulle dolci e verdi colline dei Berici, si ammira la “RoccaPisana”, progettata da Vincenzo Scamozzi, erede e continuatore dell’opera di Andrea Palladio. Armonia, eleganza, equilibrio sono le caratteristiche della splendida villa ma anche della cucina di Nicola Portinari. In entrambi i casi la tradizione - che si esprime nell’architettura come nei piatti - stupisce per il contenuto di novità che sa trasmettere a un occhio e a un palato attento. Decisiva si dimostra la scelta delle materie prime: una lezione di attenzione e rispetto del territorio. Un legame cherivela la storia e l’identità del locale. La cantina, seguita dal fratello Pierluigi, conta 1.500 etichette, italiane e straniere: una formidabile varietà per mettere a proprio agio chi sceglie le ville palladiane per una tappa del Grand Tour inItalia. Certo, palazzi e ville affascinanti firmate da Palladio e da altri grandi architetti si trovano facilmente nei dintorni di Lonigo. Ma per trovare un altro locale come “La Peca” bisogna fare molta, molta più strada. Il suo nome, in dialetto, significa “impronta”: un nome, un destino, verrebbe da dire, perché l’incontro lascia davvero un segno, un ricordo, un’impronta nella memoria.